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Attualmente più di tre quarti delle nuove infezioni sono di origine sessuale e quindi questo è il principale canale di rischio che si può incontrare nella quotidianità. Spesso si crea confusione accomunando tutti i tipi di rapporti sessuali e definendoli a rischio HIV se non protetti, mentre ormai gli studi scientifici evidenziano gradi molto diversi di pericolosità a seconda del genere e del ruolo nell’attività sessuale; cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.

L'HIV si trasmette da una persona che ha già contratto l'infezione a un'altra. Il contagio può avvenire attraverso rapporti sessuali non protetti. Sebbene la trasmissione dal partner HIV positivo a quello negativo non sia scontata - non si verifica nel 100% dei casi - il rischio certamente esiste e, quindi, è bene che si usino precauzioni in tutte le circostanze in cui non siamo sicuri dello stato sierologico dell'altro.
In tutti i rapporti che comportano la penetrazione, l'uso corretto del preservativo o del femidom elimina ogni rischio di infezione.


Rapporti sessuali a rischio di trasmissione dell'HIV

Rapporti di penetrazione anale - la mucosa anale è delicata e soggetta a lesioni/escoriazioni (anche a causa della sua scarsa lubrificazione) e, quindi, questo tipo di rapporti è ad alto rischio in particolare per la partner o il partner ricettivo, soprattutto in presenza di sperma.  La penetrazione anale insertiva ha lo stesso grado di rischio di quella vaginale. L’uso di condom e anche di femidom esclude il rischio per l’HIV e le altre infezioni sessualmente trasmissibili per entrambi i partners.
Rapporti di penetrazione vaginale – La trasmissione può avvenire nel caso in cui sperma, secrezioni vaginali o sangue mestruale di una persona con HIV vengano a contatto con una lesione delle mucose vaginali o del pene. Un rapporto penetrativo vaginale rappresenta un rischio maggiore per la donna, a causa di fattori biologici. L’uso di condom e femidom esclude il rischio per l’HIV e per le altre infezioni sessualmente trasmissibili per entrambi i partners.
Praticare una fellatio (pompino) - Per la persona che stimola con la bocca il pene di altri c'è un rischio di contrarre l'HIV se la sua bocca viene in contatto con lo sperma o, secondo alcuni, se entra in contatto con il liquido prespermatico. Su quest'ultimo punto nella comunità scientifica vi è dibattito tra chi considera il liquido prespermatico capace di trasmettere l'HIV e chi sostiene invece che la possibilità sia solo teorica (plausibilità biologica), poiché la quantità di virus presente nel liquido prespermatico è insufficiente. È più sicuro praticare la fellatio con il preservativo ma, nel caso non lo si utilizzi, è necessario evitare lo sperma in bocca. Non c'è invece nessun rischio legato all’HIV per la persona che riceve la stimolazione.
Praticare un cunnilingus  (stimolare con la bocca e la lingua l'organo genitale femminile, baciare, leccare) - Le secrezioni vaginali possono contenere HIV, pertanto esiste una possibilità (solamente teorica, poiché nella realtà non esistono casi chiaramente accertati) di trasmissione dell'infezione con questa modalità orale. Il cunnilingus è da evitare in presenza di sangue mestruale. L'utilizzo della diga interdentale (dental dam) o comunque di uno strato in lattice (che si può ottenere da un preservativo) o pellicola applicati come barriera elimina ogni rischio. Non c'è invece nessun rischio legato all’HIV per la persona che riceve il cunilingus.
Fisting o fist fucking (la penetrazione vaginale o anale con mano/pugno) - Questa pratica viene considerata a rischio per l'alta probabilità del verificarsi di lesioni delle mucose vaginali e anali. Deve essere evitato l’inserimento di una mano/pugno che precedentemente ha penetrato un altro partner.
Uso di sex toys - Anche l’uso di oggetti (sex toys) per la penetrazione, se utilizzati in comune tra piu' persone, rappresenta una potenziale fonte di rischio. Consigliato l’uso del condom/femidom. In alternativa, è anche possibile disinfettare l'oggetto tra un utilizzo e l'altro.


Se tu e il/la tuo/a partner siete entrambi HIV positivi, è bene che utilizziate comunque il profilattico, poiché rischiate di trasmettervi l'un l'altro ceppi virali diversi o con mutazioni. In tal caso potreste diventare resistenti ai farmaci nei confronti dei quali l'altro ha sviluppato resistenze, pregiudicandovi alcune possibilità terapeutiche, oppure contrarre altre infezioni sessualmente trasmissibili che possono compromettere l’equilibrio clinico.
E’ importante segnalare che ormai nella comunità scientifica internazionale è fortemente condivisa la convinzione, suffragata da revisioni sistematiche, che una persona con HIV in terapia antiretrovirale con carica virale negativa da almeno 6/12 mesi abbia un rischio di trasmettere l'HIV molto, molto basso (TasP).


L'HIV certamente non si trasmette